Agroalimentare e Ristorazione

Pane al supermercato, stop al precotto e congelato sfuso

Sentenza del Consiglio di Stato conferma lo stop alla vendita di prodotti precotti e congelati non confezionati e a self service.

November 10, 2021
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Per il pane venduto al supermercato arriva una sentenza del Consiglio di Stato che determina un’ulteriore e netta distinzione contro il “falso fresco”. Gli esercizi della grande distribuzione organizzata che commerciano prodotto conservato – e quindi precotto e poi congelato, o con additivi che ne possono prolungare la conservazione – oltre a doverlo indicare sugli scaffali in modo chiaro, dovranno provvedere al pre-confezionamento dello stesso e non potranno più venderlo sfuso.


La vicenda del supermercato pugliese


Tutto comincia in un supermercato in Puglia, multato dalla Asl territoriale per l’accertata vendita senza confezione né etichetta di pane precotto. La legge infatti stabilisce che il pane precotto deve essere venduto “previo confezionamento ed etichettature riportanti le indicazioni previste dalla normativa vigente in materia di prodotti alimentari, in comparti separati dal pane fresco e con le necessarie indicazioni per informare il consumatore sulla natura del prodotto”.


L’azienda fa ricorso, sostenendo che la stessa norma consente anche il confezionamento in loco a chi non dispone della possibilità di separare gli spazi di vendita da quelli di produzione. E così la vicenda finisce al Tar.


La sentenza


A mettere la parola fine alla questione ci pensa prima lo stesso tribunale regionale, e poi il Consiglio di Stato che rigetta il ricorso in appello e conferma l’interpretazione definitiva. Il confezionamento in loco di pane precotto può essere fatto solo nel massimo rispetto delle basilari norme igienico-sanitarie, cosa che viene meno se il passaggio è lasciato all’autonomia incontrollata del cliente finale che s’imbusta il pane da solo.


Per questi motivi da oggi i supermercati non possono vendere pane precotto e congelato sfuso in modalità self-service, altrimenti possono incorrere in pesanti sanzioni e nel sequestro dei prodotti. 


Un punto a favore delle attività artigianali

 

Per CNA Agroalimentare questa sentenza è una grande vittoria. Un risultato che differenzia in modo netto le tipologie di prodotto reperibili al supermercato dalle produzioni artigianali locali di pane di altissima qualità.



Foto Freepik

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