Sicurezza e Ambiente

Lavoro e sicurezza, stretta sugli obblighi documentali

Pubblicato il decreto che estende i controlli a campione dell’Inl. Attività sospesa alla prima irregolarità.

November 4, 2021
Diego ZarantonelloResponsabile Area Sicurezza, Ambiente, Energia

Sicurezza sul lavoro, il governo ha scelto la linea dura nei confronti delle imprese che non rispettano le regole, compresi gli obblighi documentali. A fine ottobre è stato pubblicato in gazzetta ufficiale il nuovo decreto-legge che modifica in modo sostanziale la normativa in materia: in arrivo controlli a campione più severi che, oltre a prevedere multe più salate, faranno scattare la sospensione delle attività anche già alla prima infrazione rilevata.

 

Scende in campo l’Inl


La novità più rilevante introdotta dal decreto riguarda l’estensione delle attività di controllo affidate all’Inl (Ispettorato Nazionale del Lavoro). Quest’organo fino a oggi aveva competenza soltanto sui cantieri edili, mentre da oggi potrà valutare anche le imprese di tutti gli altri settori, in parallelo all’azione di vigilanza e prevenzione messa in campo dai singoli Spisal di territorio.

 

Occhio alle irregolarità documentali


Questo è l’aspetto più discusso. Oltre alle evidenti violazioni tecniche, cioè quelle che possono esporre a un rischio concreto la salute delle persone, l’Ispettorato interverrà in caso di infrazioni di natura formale, ovvero in caso di inadeguatezza di documenti e attestati che l’azienda è tenuta ad avere per poter svolgere l’attività lavorativa.

 


Quali sono le violazioni contestabili


Di seguito riportiamo l’elenco delle violazioni più gravi che potrebbero far scattare la sanzione:


Violazioni che espongono a rischi di carattere generale

  • Mancata elaborazione del documento di valutazione dei rischi;
  • Mancata elaborazione del Piano di Emergenza ed evacuazione;
  • Mancata formazione ed addestramento;
  • Mancata costituzione del servizio di prevenzione e protezione e nomina del relativo responsabile;
  • Mancata elaborazione piano operativo di sicurezza (POS);

 

Violazioni che espongono al rischio di caduta dall’alto

  • Mancata fornitura del dispositivo di protezione individuale contro le cadute dall’alto;
  • Mancanza di protezioni verso il vuoto.
  • Violazioni che espongono al rischio di seppellimento
  • Mancata applicazione delle armature di sostegno, fatte salve le prescrizioni desumibili dalla relazione tecnica di consistenza del terreno.


Violazioni che espongono al rischio di elettrocuzione

  • Lavori in prossimità di linee elettriche in assenza di disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi;
  • Presenza di conduttori nudi in tensione in assenza di disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi;
  • Mancanza protezione contro i contatti diretti ed indiretti (impianto di terra, interruttore magnetotermico, interruttore differenziale).

 

Violazioni che espongono al rischio d’amianto

  • Mancata notifica all’organo di vigilanza prima dell’inizio dei lavori che possono comportare il rischio di esposizione ad amianto.

 

Le sanzioni: multa e sospensione


L’azienda che, in caso di controlli, risultasse fuori regola in uno degli ambiti di cui sopra incorrerebbe in una sanzione pecuniaria più salata rispetto alle normative precedentemente in vigore, ma soprattutto alla sospensione diretta dell’attività.

 

Tolleranza zero


Un ultimo aspetto da non sottovalutare. Secondo l’impianto del nuovo decreto la sospensione non scatta più, come prima, alla reiterazione della stessa infrazione nell’arco di 5 anni, ma proprio alla prima individuazione di irregolarità. Per cui l’attenzione deve essere molto più alta.

 

Come mettersi al riparo


Con questa impostazione, il decreto appare come eccessivamente sanzionatorio rispetto ai rischi effettivi. E in particolare può risultare di difficile applicazione letterale per le attività meno strutturate. Per questi motivi CNA, pur condividendo gli intenti della norma, si sta muovendo a livello nazionale per un dialogo che porti a una parziale revisione delle prescrizioni.


Nel frattempo le imprese devono fare tesoro del messaggio che noi portiamo avanti da sempre: la sicurezza, anche per quanto riguarda gli aspetti documentali, non è da vivere come un insieme di oneri e incombenze da rispettare, ma deve rientrare in una strategia di gestione realmente integrata alla filosofia aziendale e al modello produttivo. Un processo che si può imparare e piano piano mettere in pratica, contando sui tantissimi sgravi e incentivi che sono a disposizione delle realtà virtuose.





Foto Unsplash

Diego ZarantonelloResponsabile Area Sicurezza, Ambiente, Energia

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