400 miliardi alle imprese con il nuovo Decreto

Nuove misure per l’accesso al credito, rinvio adempimenti fiscali e sburocratizzazione.

April 7, 2020
Stefano Masiero Referente Credito e Garanzie

[ultimo aggiornamento, 07 aprile - 11.30]


400 miliardi di euro in totale, per dare nuova liquidità alle imprese duramente colpite dal periodo di emergenza. Li prevede il Governo attraverso un nuovo decreto siglato lunedì 6 aprile dal Presidente Conte. 


Il provvedimento comprende misure urgenti in materia di accesso al credito e il rinvio degli adempimenti fiscali per le imprese. Vengono inoltre stabiliti poteri speciali allo Stato per i settori di rilevanza strategica e di giustizia. 


Accesso al credito semplificato e sostegno alla liquidità


200 miliardi di euro sotto forma di garanzie da parte dello Stato in favore di banche che concedono finanziamenti alle imprese sotto qualsiasi forma.

 

La garanzia coprirà tra il 70% e il 90% dell’importo finanziato, a seconda delle dimensioni dell’impresa. Per ottenere il prestito, l’azienda dovrà garantire che il finanziamento è diretto a spese per attività produttive localizzate in Italia; inoltre, non sarà consentita la distribuzione dei dividendi da parte dell’impresa beneficiaria per i successivi dodici mesi.

 

L’importo della garanzia non potrà superare il 25% del fatturato registrato nel 2019 o il doppio del costo del personale sostenuto dall’azienda.

 

Per le piccole e medie imprese, anche individuali o partite Iva, sono riservati 30 miliardi e l’accesso alla garanzia statale sarà gratuito (ma subordinato alla condizione che le stesse abbiano esaurito la loro capacità di utilizzo del credito rilasciato dal Fondo Centrale di Garanzia).

 

Potenziato il Fondo di Garanzia e meno burocrazia

 

Il decreto potenzia ulteriormente il Fondo di Garanzia per le PMI - già ampliato dal decreto “Cura Italia”, aumentando sia la dotazione finanziaria sia la capacità di generare liquidità anche per le aziende fino a 499 dipendenti e i professionisti.

 

Il Fondo sarà il principale strumento a supporto della piccola e media impresa, a tutela di imprenditori, artigiani, autonomi e professionisti, nonché a salvaguardia dell’export e di tutti quei settori che costituiscono con le eccellenze del Made in Italy.


Previsto anche un forte snellimento delle procedure burocratiche per accedere alle garanzie concesse dal Fondo.

 

Sostegno all’export

 

Più risorse vengono destinate anche all’esportazione, per migliorare l’incisività e la tempestività dell’intervento statale. 

 

Il decreto di fatto riporta la centralità dello Stato, che si fa garante per l’attività assicurativa svolta da SACE - società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti specializzata in servizi assicurativi e finanziari per l’export -, liberando in questo modo fino a ulteriori 200 miliardi di risorse da destinare al potenziamento dell’internazionalizzazione.

 

Garantita la continuità aziendale


Il decreto prevede una serie di misure finalizzate ad assicurare la continuità delle imprese nella fase dell’emergenza, con particolare attenzione alle attività che prima della crisi erano in equilibrio e presentavano una regolare prospettiva di continuità aziendale. 

 

L’intervento in questo senso avviene sia in sede di redazione del bilancio in corso (valutando i criteri di prudenza e di continuità); sia disattivando le cause di scioglimento societario per riduzione o perdita del capitale sociale.

 

Si aggiungono poi misure in materia di fallimento, per tutelare le aziende fino a quando durerà l’emergenza.

 

Poteri speciali nei settori strategici

 

Per proteggere i settori di rilevanza strategica per il Paese, il Governo ha deciso di attuare una serie di ulteriori misure ad hoc.


Tra le altre, in particolare, l’ampliamento dell’ambito di intervento del “golden power” - ovvero una sorta di scudo per tutelare le attività di alcuni comparti determinanti - allargando il controllo centrale a diversi settori (finanziario, creditizio e assicurativo, infrastrutture, energia, trasporti, acqua, ecc.).

 

Proroga sospensioni Iva, ritenute e contributi


Tra le misure fiscali e contabili, il decreto prevede il rinvio degli adempimenti per lavoratori e imprese. In particolare, la sospensione di versamenti di Iva, ritenute e contributi viene prorogata anche per i mesi di aprile e maggio 2020.

 

La ripresa dei versamenti è calendarizzata per giugno, con la possibilità di suddividere in 5 rate. La sospensione delle ritenute d’acconto sui redditi da lavoro autonomo prevista dal decreto “Cura Italia” viene estesa anche alle scadenze di aprile e maggio. 

 

È esteso al 16 aprile il termine per i versamenti in scadenza il 20 marzo scorso e la scadenza per l’invio della Certificazione Unica è stata prorogata al 30 aprile.

 

Credito d’imposta al 50% anche per mascherine e guanti

 

Il credito d’imposta al 50% previsto dal precedente decreto “Cura Italia” per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro, viene allargato anche all’acquisto dei dispositivi di protezione individuale, mascherine e occhiali. 

 

Sospesi procedimenti civili e penali

 

Infine, il decreto prevede lo slittamento all’11 maggio del termine per il rinvio d’ufficio delle udienze dei procedimenti civili e penali pendenti.

 

Sono inoltre sospesi i termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti civili e penali e i termini per la notifica del ricorso in primo grado innanzi alle Commissioni tributarie.


[foto by Pixabay]

Stefano Masiero Referente Credito e Garanzie

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