Orafi
CNA Artistico e Tradizionale

Artigianato artistico, il "modello Veneto" nel nuovo ddl

CNA ne discute in audizione con la commissione Industria, commercio e turismo del Senato

June 3, 2021
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La ridefinizione del perimetro normativo delle imprese artigiane, tra i maggiori cavalli di battaglia di CNA, parte dai laboratori della manifattura artistica e pesca dal modello Veneto. I vertici dell’associazione hanno incontrato a Roma i parlamentari della commissione Industria, commercio e turismo del Senato, al lavoro sul nuovo disegno di legge per la tutela e la valorizzazione dell’artigianato artistico e tradizionale, la cui ispirazione è partita proprio dalle indicazioni di CNA. Il tavolo di confronto ha visto in prima linea in particolare i presidenti di Mestiere, tra cui il vicentino Arduino Zappaterra (Presidente Nazionale Orafi e referente regionale Artistico e Tradizionale). 

 


L’obiettivo del disegno di legge è uniformare il sistema delle tutele e degli incentivi per garantire continuità ai mestieri della tradizione, ma senza standardizzare realtà che per loro natura passano dalla singola attività familiare all’impresa più strutturata. Per la prima volta tra i principi che hanno ispirato la norma si gettano le basi di una vera industria creativa italiana, arrivando a una definizione di impresa artigiana artistico-tradizionale fondata su strumenti e riconoscimenti capaci finalmente di mettere ordine in un comparto complesso e variegato. Tra questi: 

 

·        il riconoscimento anche giuridico del titolo di bottega storica e artigiana 

·        il riconoscimento della qualifica di bottega-scuola se il titolare vanta il titolo di maestro artigiano o di mestiere, per facilitare la trasmissione intergenerazionale 

·        la disciplina dell’attività di didattica laboratoriale all’interno di licei artistici e istituti professionali 

·        la regolamentazione dei percorsi di apprendistato 

·        la possibilità di prefigurare un sistema mirato a certificare l’origine e la qualità dei prodotti artigiani attraverso l’attribuzione di una denominazione che ne garantisca la protezione giuridica per valorizzare il patrimonio culturale di uno specifico ambiente geografico; 

·        la previsione della cedolare secca sul reddito da locazione di unità immobiliari adibite a laboratori per arti e mestieri

·        un apposito regime agevolativo di neutralità fiscale nei riguardi della cessione d’impresa artigiana artistico-tradizionale


 

«Credo che con un’impostazione di questo tipo – osserva Arduino Zappaterra, Presidente Nazionale Orafi CNA – diamo finalmente corpo al principio di vera valorizzazione dell’artigianato contenuto nella stessa Costituzione, un tema per troppo tempo divenuto oggetto di rimpalli tra Stato centrale e organi territoriali. Adesso auspichiamo che l’iter per la trasformazione in legge sia rapido. A livello veneto, CNA si è spesa moltissimo per portare a casa importanti risultati che si inseriscono nello stesso filone di questo Ddl. Penso al percorso per la nuova qualifica di Maestro Artigiano, che stiamo portando avanti con la Regione Veneto proprio per estenderlo alle attività con maggiore storicità. O al dialogo aperto tramite il progetto A&D Artigianato e Design con la Fondazione Cologni di Milano, per portare anche in Veneto il progetto “Una scuola, una bottega”, che offre ai giovani neodiplomati e neolaureati nel settore dell'artigianato artistico la possibilità di frequentare un master nei più prestigiosi atenei d'Italia, e poi trascorrere 6 mesi a sporcarsi le mani con un tirocinio retribuito in una bottega artigiana. Ora la sfida è rendere tutte queste iniziative parte di un’unica strategia di sviluppo del Paese, sotto lo stesso brand dell’artigianalità fatta in Italia».



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Nuove regole per l’Albo Artigiani 


E intanto va avanti da parte dell‘associazione anche l‘impegno per chiedere la revisione dell'intera legge quadro dell’artigianato. L’obiettivo di CNA è noto: allargare i requisiti di accesso all’Albo Artigiani per consentire anche alle imprese che riescono a crescere dimensionalmente di mantenere lo status di artigiane se non cambia il loro modello produttivo e di approccio al lavoro.


 

«Stiamo facendo importanti passi avanti – spiega Alessandro Leone, direttore generale di CNA Veneto Ovest -. Proprio dal nostro osservatorio è partito l’invito a lavorare per la revisione della normativa, e saremo quindi parte del tavolo nazionale che nei prossimi mesi dovrà portare idee e proposte in questa direzione. Una prima bozza di confronto è stata già elaborata: entro fine anno attendiamo sviluppi importanti anche da questa partita».




Foto Angelina Litvin Unsplash

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