Caro carburanti, Verona da l’ok alla revisione del tariffario taxi

Ok al ritocco richiesto dalle associazioni secondo l'inflazione calcolata dall'Istat. Campostrini: «Accolta richiesta operatori che affrontano rincari fino al 60%»

Il nuovo aumento dei prezzi dei carburanti colpisce in modo particolarmente pesante i cosiddetti “professionisti della strada”: tassisti e conducenti NCC, operatori che trascorrono ogni giorno molte ore al volante e che, per la natura stessa della propria attività, non possono ridurre significativamente le percorrenze né trasferire liberamente sui clienti l’incremento dei costi.

A evidenziarlo sono anche le più recenti statistiche raccolte dall’osservatorio CNA: dall’inizio della crisi nel Golfo Persico il prezzo del diesel è aumentato del 20,9%, pari a 36 centesimi al litro, mentre quello della benzina è cresciuto del 19,6%, con un rincaro di 33 centesimi. Secondo le rilevazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornate al 4 agosto, sulla rete stradale nazionale il gasolio in modalità self-service ha raggiunto una media di 2,100 euro al litro e la benzina di 1,999 euro.

Un aumento che incide direttamente e quotidianamente sui bilanci delle imprese del settore, già alle prese con la crescita dei prezzi dei veicoli, delle assicurazioni, della manutenzione, dei ricambi e degli pneumatici.

Per chi utilizza l’automobile per esigenze personali il carburante è una voce di spesa importante, ma almeno in parte comprimibile. Per un tassista è invece un costo di produzione inevitabile. Il nostro mezzo di lavoro deve essere disponibile ogni giorno, a ogni ora e in qualsiasi condizione. Non possiamo percorrere meno chilometri e, soprattutto, non possiamo adeguare autonomamente i prezzi del servizio, perché le tariffe sono stabilite dal Comune.

Daniela Campostrini

Presidente Taxi, CNA Veneto Ovest

È in questo contesto che i tassisti CNA Veneto Ovest, insieme alle altre associazioni di categoria del settore, hanno presentato al Comune una proposta di adeguamento del tariffario del servizio taxi. Le tariffe attualmente applicate a Verona risalgono infatti alla deliberazione comunale del giugno 2017 e sono quindi ferme da nove anni, nonostante nel frattempo tutti i principali costi di gestione siano aumentati in misura significativa.

La richiesta avanzata dalla categoria prevede un adeguamento lineare del 23,3%, percentuale non scelta arbitrariamente, ma secondo criteri ben definiti. L’Autorità di Regolazione dei Trasporti indica infatti come riferimento l’inflazione maturata dall’ultimo aggiornamento tariffario. Su richiesta del Comune di Verona, l’ISTAT ha certificato che tra giugno 2017 e aprile 2026 l’indice dei prezzi FOI è cresciuto del 23,3%. La proposta avanzata dalla categoria si ferma esattamente a questa percentuale, già utilizzata dall’Autorità per valutare l’adeguamento delle tariffe taxi del Comune di Padova. Una richiesta quindi fondata su un parametro ufficiale e nettamente inferiore all’aumento effettivamente registrato da molte voci di costo. Il Comune di Verona ha accolto la richiesta avanzata dalle associazioni e ha avviato l’iter procedurale necessario per l’adeguamento tariffario. 

L’impatto concreto per l’utente rimarrebbe contenuto. In base alla simulazione inserita nella proposta, una corsa urbana standard di 5 chilometri, con 5 minuti di sosta e svolta in orario feriale diurno, passerebbe dagli attuali 14 euro a 17,30 euro: una differenza di 3,30 euro. Per una corsa più lunga di 10 chilometri, senza soste e sempre in orario feriale diurno, il costo passerebbe indicativamente da 18,90 a 23,50 euro, con un aumento di 4,60 euro. Incrementi che consentirebbero di recuperare soltanto una parte dei rincari accumulati dalla categoria dal 2017, considerando che nello stesso periodo il costo dei veicoli è cresciuto fino al 45%, quello dei carburanti fino al 61%, gli pneumatici del 28% e assicurazioni, manutenzioni e ricambi fino al 25%.

L’adeguamento richiesto non rappresenta un aumento arbitrario e non serve a recuperare nuovi margini di guadagno. È un riallineamento reso necessario da nove anni di inflazione e dall’aumento strutturale dei costi di esercizio. Oggi acquistare e sostituire un veicolo, assicurarlo, mantenerlo efficiente e rifornirlo costa molto di più rispetto al 2017. Continuare a ignorare questa realtà significherebbe mettere progressivamente a rischio la sostenibilità del servizio.

Daniela Campostrini

Presidente Taxi, CNA Veneto Ovest

Secondo CNA Veneto Ovest, tutelare il reddito degli operatori significa infatti salvaguardare anchela continuità e la qualità di un servizio che svolge una funzione sociale insostituibile per la città.

Il taxi non è soltanto un mezzo per spostarsi. È un presidio di mobilità per anziani, persone con disabilità, cittadini che non dispongono di un’automobile e per chi deve muoversi negli orari in cui le altre soluzioni di trasporto non sono disponibili. È un servizio garantito di giorno e di notte, nei giorni feriali e festivi. Chiedere che le tariffe riflettano almeno in parte il reale costo di gestione significa creare le condizioni perché questa funzione possa continuare a essere svolta con affidabilità, sicurezza e responsabilità

Daniela Campostrini

Presidente Taxi, CNA Veneto Ovest

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