Crisi del credito, quando anche il denaro costa

Indagine CNA sull'accesso al credito delle imprese: tiene il Nord-Est, ma per la micro liquidità le nostre imprese pagano ancora l'8,23%
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Alla pompa e allo sportello bancario le piccole imprese conoscono bene la stessa legge non scritta: i costi sono molto sensibili quando si tratta di salire, ma diventano assai più lenti quando devono scendere. È accaduto con i carburanti e continua ad accadere anche con il credito. Per artigiani e piccole imprese di Vicenza e Verona il denaro resta caro, soprattutto quando il finanziamento richiesto è di importo contenuto: proprio la tipologia più frequente per acquistare un macchinario, rafforzare la liquidità, pagare fornitori o sostenere una fase di tensione finanziaria.

 

È quanto emerge da un’elaborazione di CNA su dati Banca d’Italia riferiti al 31 dicembre 2025. Se il Nord-Est conferma le condizioni di accesso al credito più favorevoli a livello nazionale, il costo dei finanziamenti di piccolo importo continua però a rappresentare un ostacolo significativo per le micro e piccole imprese.

 

Per i finanziamenti destinati agli investimenti, nel Nord-Est il TAEG medio – costo complessivo medio di un finanziamento – si attesta al 3,76%, il valore più contenuto tra le macroaree italiane. Anche in questo caso, però, il costo del denaro cresce sensibilmente al diminuire dell’importo richiesto: si passa dal 3,44% delle operazioni superiori a un milione di euro al 5,87% dei finanziamenti fino a 50mila euro.

 

Il quadro diventa ancora più critico quando il credito serve a sostenere la liquidità aziendale. Nel Nord-Est il TAEG medio è pari al 4,56%, ma sale fino all’8,23% per i finanziamenti inferiori a 50mila euro, mentre per le operazioni oltre il milione si ferma al 3,33%. Una differenza di quasi cinque punti percentuali che dimostra come il costo del piccolo credito continui a gravare soprattutto sulle imprese di minori dimensioni.

 

Rispetto al resto del Paese il Nord-Est presenta in definitiva condizioni mediamente più favorevoli, ma la distanza tra piccoli e grandi finanziamenti resta marcata e rischia di frenare proprio quelle imprese che più frequentemente ricorrono al credito per investire, innovare o affrontare esigenze di cassa.

Le imprese del nostro territorio operano in un contesto che, rispetto ad altre aree del Paese, offre condizioni di accesso al credito relativamente migliori. Questo però non significa che il problema sia risolto. Per un artigiano o una piccola impresa chiedere 30 o 40 mila euro significa spesso acquistare un macchinario, investire in innovazione, sostenere il capitale circolante o affrontare un momento di tensione finanziaria. Se proprio questi finanziamenti continuano ad avere costi così elevati, il rischio è rallentare gli investimenti e limitare la competitività delle nostre aziende.

Diego Stimoli

Presidente, CNA Veneto Ovest

E se il quadro della politica monetaria dovesse confermare una nuova fase restrittiva, il rischio è che gli effetti si riflettano ancora una volta soprattutto sui finanziamenti di importo contenuto, spesso vitali per la continuità operativa delle imprese di territorio. Ecco perché, secondo CNA Veneto Ovest, oltre a monitorare l’andamento della politica monetaria, diventa fondamentale rafforzare tutti quegli strumenti in grado di rendere il credito più accessibile alle micro e piccole imprese, soprattutto quando le esigenze chiedono tempi di risposta rapidi.

Il tema del piccolo credito richiede strumenti capaci di affiancare il sistema bancario, non di sostituirlo. Le banche operano all’interno di regole e parametri sempre più stringenti, che inevitabilmente incidono soprattutto sui finanziamenti di importo contenuto. Proprio per questo, da inizio anno Finergis, il Confidi promosso da CNA, ha avviato anche l’erogazione di strumenti di credito diretto dedicati ai piccoli importi. Essere espressione di un’associazione di categoria significa conoscere da vicino le imprese, comprenderne le esigenze e valutarne il potenziale al di là dei soli numeri. Questo ci consente di intervenire rapidamente quando un imprenditore ha bisogno di una risposta per sostenere un investimento, affrontare una temporanea esigenza di liquidità o cogliere un’opportunità di crescita. È un’attività che integra quella del sistema bancario e contribuisce a colmare un vuoto che oggi pesa su tutto il sistema produttivo.

Alessandro Leone

Direttore Generale, CNA Veneto Ovest

Fonte: elaborazioni CNA su dati Banca d’Italia, valori al 31 dicembre 2025.

Mario Piotto

Responsabile Comunicazione Istituzionale

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