VicenzaOro January 2026, gli artigiani scaldano i motori
In fiera la "resilienza creativa" dei 200 piccoli produttori soci CNA. Bonato: «La sfida dei costi è creare gioielli con materiali alternativi e prezzi ancora alla portata del consumatore».

Mario Piotto

Responsabile Comunicazione Istituzionale

VicenzaOro January 2026

L’artigianato orafo vicentino si presenta all’appuntamento con VicenzaOro January 2026 (16–20 gennaio) in uno scenario complesso, caratterizzato da segnali di crescita ma anche da forti elementi di incertezza. Il settore, che a livello nazionale nel 2024 ha registrato un incremento dei ricavi del +6,1%, continua a dimostrare una notevole capacità di tenuta, pur dovendo fare i conti con la forte volatilità delle materie prime e con un contesto geopolitico instabile.

Nel 2025 il prezzo dell’oro ha raggiunto livelli record, toccando oltre 50 massimi storici e chiudendo l’anno con un rendimento del +67%. Un andamento che impone grande prudenza alle imprese artigiane, chiamate a ripensare strategie produttive e commerciali per salvaguardare competitività e marginalità.

Il ruolo strategico del distretto orafo vicentino

Vicenza si conferma uno dei principali motori dell’oreficeria italiana: è il secondo polo nazionale per export, con spedizioni che nei primi nove mesi del 2025 hanno raggiunto 1.894,6 milioni di euro, pari al 19,4% del totale nazionale. Un risultato particolarmente significativo se si considera che, a livello mondiale, i volumi fisici di consumo di gioielli in oro hanno segnato una flessione del -18% nello stesso periodo.

In controtendenza, il distretto berico ha messo a segno un +15% di export, rafforzando la propria presenza sui mercati internazionali. In questo contesto, VicenzaOro rimane un appuntamento cruciale per le imprese artigiane, poiché una parte rilevante della programmazione produttiva annuale dipende dagli ordinativi raccolti in fiera.

Le difficoltà operative e la risposta delle imprese

L’impennata dei prezzi dei metalli preziosi ha spinto molti operatori a ridurre gli acquisti e le scorte di magazzino, con ricadute soprattutto sulle realtà artigiane di dimensioni più contenute. A questo si sommano l’aumento dei costi energetici e logistici, che comprimono ulteriormente i margini.

Un impatto di cui in particolare stanno risentendo i piccoli produttori, che comunque non mancheranno all’evento: circa 200 le aziende associate a CNA presenti alla kermesse.

In questo periodo, in cui il prezzo dei metalli preziosi continua a salire, l’artigiano orafo deve riuscire a creare gioielli utilizzando anche materiali alternativi, per contenere il prezzo di vendita. È una sfida molto dura, ma dobbiamo fare leva sulla creatività e sulla manifattura italiana per rendere il gioiello attrattivo per il cliente finale, e soprattutto ancora alla portata. Dobbiamo utilizzare tutti gli strumenti digitali per farci conoscere e riconoscere, per raccontare ancora meglio chi siamo, cosa creiamo e cosa produciamo nei nostri laboratori.

Fabrizio Bonato

Presidente Orafi, CNA Veneto Ovest

Innovazione, sostenibilità e nuove tendenze per il 2026

Le strategie più efficaci adottate dalle imprese artigiane vicentine puntano su innovazione di prodotto, design distintivo e flessibilità produttiva, per intercettare la domanda di mercati emergenti come Emirati Arabi, Canada e Giappone, oggi più dinamici rispetto ai canali tradizionali. 

Sempre più centrale è il tema della sostenibilità, intesa come trasparenza della filiera e responsabilità etica. Le aziende che adottano certificazioni riconosciute, come l’RJC (Responsible Jewellery Council), mostrano performance migliori in termini di redditività e fiducia da parte dei clienti. Sul piano stilistico, il 2026 vedrà l’affermazione di un “minimalismo audace”: linee pulite abbinate a volumi scultorei, con l’oro 18 carati protagonista. Parallelamente, il mercato dei diamanti si divide tra il riposizionamento dei diamanti naturali come simboli di valore esclusivo e la crescita dei diamanti lab-grown, sempre più richiesti per un lusso accessibile e quotidiano.

Fare sistema per affrontare il futuro

Il messaggio che emerge alla vigilia della fiera è chiaro: il Made in Vicenza resta un forte elemento di attrazione per i buyer internazionali – oltre 550 attesi da 65 Paesi – ma il 2026 richiederà uno sforzo collettivo.

Stiamo attraversando un periodo durissimo e dobbiamo unire le forze tra tutti gli attori del settore: artigiani, associazioni di categoria, IEG e politica.

Fabrizio Bonato

Presidente Orafi, CNA Veneto Ovest

La sfida sarà trasformare la pressione sui costi in un’opportunità per rafforzare il posizionamento del gioiello artigianale vicentino, puntando su innovazione, tecnologia e unicità della creazione su misura.

Mario Piotto

Responsabile Comunicazione Istituzionale

Condividilo sui social!