In vista dello sciopero nazionale del settore taxi proclamato per il 13 gennaio 2026 (con esclusione dell’Umbria), le associazioni di categoria del Veneto hanno scelto di non organizzare iniziative di protesta sul territorio, adottando una linea di responsabilità istituzionale e di confronto diretto con il Governo.
Lo sciopero è stato indetto a livello nazionale per protestare contro l’ingresso delle multinazionali nel settore e per sollecitare il completamento dell’attuazione della legge 12/2019. Tuttavia, le sigle venete hanno ritenuto prioritario mantenere aperti i tavoli di trattativa.
Non è questo il momento di rompere il dialogo con uno sciopero lo sciopero ha senso solo quando c’è un obiettivo chiaro e immediatamente perseguibile. Oggi, invece, il confronto con il Governo è aperto e va presidiato con competenza e responsabilità.
Pur evidenziando le criticità dei provvedimenti in discussione, la presidente Campostrini sottolinea come l’Esecutivo sia attivamente impegnato sul tema. «I decreti attuali presentano elementi tecnicamente migliorabili, ma il Governo sta lavorando. Abbandonare ora i tavoli significherebbe indebolire la posizione della categoria proprio mentre si stanno cercando soluzioni concrete».
A rafforzare la correttezza di questa scelta arriva un elemento decisivo: la convocazione ufficiale delle sigle sindacali al Ministero per il 14 gennaio, il giorno successivo allo sciopero. Un appuntamento al quale sono state chiamate anche le organizzazioni che non hanno aderito alla mobilitazione.
La convocazione al Ministero conferma che il dialogo è la strada giusta: siamo stati chiamati come interlocutori autorevoli, a dimostrazione che la responsabilità paga più della protesta fine a se stessa.
Le associazioni venete precisano inoltre che, pur non avendo promosso iniziative organizzate, i singoli tassisti restano liberi di aderire allo sciopero a titolo personale, nel pieno rispetto delle scelte individuali. La posizione assunta consente anche di garantire la continuità del servizio sul territorio, evitando disagi agli utenti e ai cittadini, senza rinunciare alla tutela degli interessi della categoria.

