Incidenza regionale al minimo, indicatori in calo costante dal 2019 (ad eccezione delle spese per i rifiuti) e un reddito disponibile che consolida la crescita negli ultimi 5 anni. È il ritratto delle piccole imprese vicentine e veronesi emerso dall’indagine nazionale dell’Osservatorio CNA Comune che vai, Fisco che trovi, che pur evidenziando come sia ancora lunga la strada per alleggerire il carico fiscale del nostro tessuto produttivo – e renderlo così competitivo nel mercato europeo – mostra più di qualche segnale positivo.
Il più emblematico riguarda il cosiddetto Tax Free Day, ossia il giorno ipotetico in cui l’impresa media smette di lavorare per pagare le tasse distribuite nell’arco dell’anno: a Vicenza si attesta al 30 giugno (6 anni fa era il 24 luglio) mentre a Verona c’è bisogno di attendere oltre una settimana in più (8 luglio). Per entrambe il quadro generale è migliore rispetto alla media nazionale: il Total Tax Rate (il rapporto tra incidenza fiscale complessiva e reddito d’impresa) si attesta al 49,8% per Vicenza e al 51,8% per Verona, al di sotto della media nazionale che, secondo l’osservatorio nazionale, si attesta al 52,3% con un Tax Free Day medio nazionale che cade il 9 luglio.
Per l’indagine è stata considerata un’impresa tipo con 5 dipendenti e un costo del personale di 165mila euro, con ricavi per 431mila euro e un reddito d’impresa di 50mila euro.
Focus su Vicenza
A Vicenza, le piccole imprese lavorano 184 giorni per il fisco e i restanti 181 per sé stesse. Il Total Tax Rate del 49,8% fa sì che la provincia si confermi tra quelle con una pressione fiscale più contenuta. Questo risultato è il frutto di una tassazione regionale stabile e di un’imposizione comunale più contenuta rispetto alla media. Questo posizionamento favorevole sottolinea l’importanza di politiche territoriali che supportano le imprese. L’indagine CNA del 2018 aveva già rilevato una tendenza positiva, con un calo costante della pressione fiscale dal 2012, e questo trend sembra proseguire. Sebbene il Total Tax Rate 2018 fosse leggermente più alto (56,5%) e il Tax Free Day cadesse il 24 luglio, la direzione è chiara: la tassazione su redditi e patrimonio a Vicenza si è ridotta in maniera significativa.
Focus su Verona
Per le imprese di Verona, il carico fiscale è leggermente più pesante, con un Total Tax Rate del 51,8%. Questo significa che le imprese del veronese lavoreranno 190 giorni per il fisco, dedicando i rimanenti 175 giorni al proprio profitto. Questo dato, pur essendo superiore a quello di Vicenza, rimane al di sotto della media nazionale, confermando una gestione fiscale locale più favorevole rispetto a molte altre province italiane. La differenza territoriale è evidente anche a livello di addizionali regionali e comunali, che in parte spiegano il divario tra le due province venete.
Aumentano solo le spese per i rifiuti
Entrando più nel dettaglio delle singole voci, emerge come in entrambi i territori le uniche in aumento dal 2019 siano legate alla Tari e all’incidenza delle tasse comunali in generale. Il taglio di Irap, IVS e Irpef ha bilanciato questi rialzi, contribuendo a consolidare il reddito medio disponibile, che a Verona è passato da 20.189 euro nel 2019 a 25.772 euro nel 2024, e a Vicenza nello stesso periodo da 21.718 a 27.111.
I numeri ci confortano: a Vicenza e Verona le imprese continuano a registrare un alleggerimento della pressione fiscale, anche più marcato che nel resto d’Italia, e questo significa più ossigeno per chi ogni giorno crea lavoro e valore nei nostri territori. Ma non possiamo accontentarci: mezzo anno di lavoro speso per il fisco resta comunque troppo. Il rischio è che, senza una riforma complessiva, si inneschi un micro dumping fiscale tra province e regioni, generando ingiustizie e ostacolando la competitività dell’Italia nel suo insieme. Come CNA Veneto Ovest chiediamo un sistema più semplice, equo e stabile, che liberi risorse per investimenti, innovazione e occupazione. Solo così i nostri artigiani e le nostre piccole imprese potranno continuare a crescere ed essere protagonisti nel mercato europeo.




